Questo lavoro nasce con l'intento di restituire alla Quarta Via la sua dignità e la sua precisione originaria, ponendosi come un punto di riferimento per chi ricerca uno studio autentico, rigoroso e privo di compromessi. In un’epoca di frammentazione e semplificazione estrema, ci impegniamo attivamente a epurare l’insegnamento dalle distorsioni della pseudo-spiritualità contemporanea, dalle derive New Age e dalle narrazioni errate della moda moderna Neo-Advaita. Queste correnti spesso sviliscono il "Lavoro" riducendolo a un mero esercizio di benessere psicologico, a concetti astratti di "luce e amore" o all'illusione di una realizzazione istantanea e puramente intellettuale che nega la necessità dello sforzo intenzionale e della preparazione graduale del recipiente. Contro la tendenza a cercare facili scorciatoie, questo spazio si propone di approfondire l’autentico insegnamento di G.I. Gurdjieff, ampliandolo sulle basi della sua struttura oggettiva e scient...
"È impossibile avere un nuovo cuore senza prima avere una nuova mente. Bisogna iniziare a pensare in un modo nuovo riguardo alla propria vita e alle persone."
— Maurice Nicoll
Maurice Nicoll (1884–1953) è stato un eminente psichiatra britannico e allievo diretto di Jung, che abbandonò una brillante carriera medica per seguire l'insegnamento di Gurdjieff a Fontainebleau nel 1922. Sotto la guida di Ouspensky, divenne uno dei principali esponenti della Quarta Via, dedicando il resto della vita a trasporre i metodi esoterici in un sistema psicologico praticabile.
Nella trasmissione pratica della Quarta Via, si è spesso insistito sulla disciplina della non-espressione delle emozioni negative come strumento cardine per il risparmio energetico e l'osservazione di sé. Tuttavia, fermarsi alla superficie di questo esercizio interpretandolo come un semplice imperativo morale o una prova di volontà restrittiva significa ignorare la natura stessa della macchina umana. Il "provate a non esprimere" suggerito da Gurdjieff non è mai stato un fine, bensì un mezzo sperimentale per generare quell'attrito necessario a smascherare i meccanismi interni, le giustificazioni e le percezioni distorte della realtà; è come cercare di tenere chiusa con le mani la porta di una caldaia a vapore mentre il fuoco sotto di essa continua a divampare: senza spegnere il braciere, la pressione finirà per distruggere le giunture o sfogarsi in crepe invisibili. Limitarsi a soffocare l'output emotivo senza comprenderne la genesi conduce inevitabilmente a una repressione pericolosa, dove i veleni emozionali, non trovando sfogo esterno, si cristallizzano in tensioni croniche. Per procedere verso una reale trasformazione, è necessario spostare l'indagine verso l'interdipendenza dei centri, lavorando sulle radici stesse che permettono alle emozioni negative di sorgere. Un'emozione negativa non è un evento isolato, ma il risultato di una collaborazione meccanica e passiva tra i centri: un'influenza reciproca automatica. Immaginate l'emozione negativa come un parassita che ha bisogno di due cavi elettrici per alimentarsi: se la mente fornisce la percezione distorta e il corpo fornisce la tensione muscolare e la postura adeguata, il circuito si chiude e il parassita prende vita. Solo intervenendo sulla struttura del pensiero e sulla consapevolezza del corpo è possibile prosciugare la piena dell'emozione, come chi devia il corso di un torrente alla sorgente prima che diventi un'alluvione, o chi bonifica un terreno paludoso rendendolo inadatto alla crescita di erbe infestanti. Analizzando questa meccanicità, possiamo individuare quattro stati emozionali diffusi e la loro anatomia tripartita:
Il Risentimento e il Senso di Offesa
Forme mentali: 1) La menzogna che l'altro sia un essere conscio che ha agito con lo scopo deliberato di nuocermi; 2) La convinzione distorta che la realtà debba corrispondere ai miei criteri soggettivi di merito; 3) La percezione che la mia identità sia stata oggettivamente diminuita dalle parole o dalle azioni altrui.
Posture fisiche: 1) Proiezione rigida del mento verso l'interlocutore; 2) Incurvamento delle spalle a chiusura del petto; 3) Fissità vitrea delle pupille su un unico punto.
Tensioni muscolari: 1) Contrazione delle mascelle; 2) Contrazione del muscolo costrittore della faringe (nodo alla gola); 3) L'armatura di tensione tra collo e spalle (Il peso del mondo sulle spalle).
L'Ansia e la Preoccupazione per il Futuro
Forme mentali: 1) La menzogna che l'immaginazione di un pericolo equivalga alla sua imminenza reale; 2) La convinzione fuorviante che il tormento sia una forma di preparazione necessaria agli eventi; 3) La falsa percezione di non avere alcuna risorsa interna per gestire l'incertezza.
Posture fisiche: 1) Sollevamento costante delle scapole; 2) Tendenza a rannicchiare il busto verso il bacino; 3) Movimenti convulsi e frammentati delle dita.
Tensioni muscolari: 1) Blocco del muscolo diaframma che impedisce l'espirazione; 2) Contrazione dei muscoli intercostali; 3) Tensione dei muscoli flessori dell'anca.
L'Irritazione e l'Impazienza
Forme mentali: 1) La menzogna che il mondo debba muoversi alla velocità dei miei desideri immediati; 2) La convinzione che un ritardo esterno sia un sabotaggio personale; 3) La percezione che il momento presente sia privo di valore rispetto al momento successivo.
Posture fisiche: 1) Sbilanciamento del peso del corpo sull'avampiede; 2) Movimento oscillatorio frenetico degli arti inferiori; 3) Scatti rapidi e non coordinati della testa.
Tensioni muscolari: 1) Tensione alle fibre dei polpacci; 2) Contrazione del muscolo orbicolare dell'occhio; 3) Rigidità dei muscoli estensori delle dita delle mani.
La Vanità Ferita e il Bisogno di Approvazione
Forme mentali: 1) La menzogna che l'opinione altrui costituisca la sostanza della mia esistenza; 2) La convinzione che sia necessario nascondere ogni debolezza per mantenere un'immagine ideale; 3) La percezione di ogni critica come una negazione totale del proprio valore.
Posture fisiche: 1) Iperestensione forzata della colonna cervicale; 2) Posizionamento delle mani a coprire parti del corpo o del viso; 3) Fissità di un sorriso stereotipato e non partecipato.
Tensioni muscolari: 1) Tensione nel plesso solare (zona epigastrica); 2) Contrazione dei muscoli mimici della fronte; 3) Rigidità dei muscoli paravertebrali lungo tutta la schiena.
Comprendere questa interazione permette di attivare una pratica quotidiana di reale cambiamento, trattando la nostra psicologia non come un mistero metafisico, ma come una rigorosa disciplina ingegneristica. L'esercizio inizia con il richiamo intenzionale della sensazione del corpo: non un pensiero sul corpo, che sarebbe come leggere il menu invece di mangiare, ma un abitare attivo della propria massa fisica, rilassando consapevolmente ogni tensione superflua. Una volta stabilizzati in questo stato di sensazione piena del corpo fisico, che funge da ancora in mezzo alla tempesta, si procede a richiamare alla mente un evento recente o passato, osservandolo con la freddezza di un anatomista che seziona un cadavere. In questa condizione, si analizza la distorsione mentale che ha permesso all'emozione di nascere, smascherando la menzogna che ne costituiva il carburante. A questo punto, il lavoro deve coinvolgere il centro emozionale attraverso il rimorso di coscienza: non un senso di colpa paralizzante, che è solo un'altra forma di sonno e autocommiserazione, ma il dolore pulito e oggettivo di chi vede la propria dignità di essere umano svenduta per un capriccio meccanico. È il dolore del re che si accorge, in un istante di lucidità, di aver scambiato il suo regno per un pugno di polvere. A questo si aggiunge la sofferenza cosciente per gli effetti della nostra meccanicità sugli altri: il dispiacere profondo di riconoscere che, agendo come macchine reattive, abbiamo arrecato offesa o gravato d'affanni le persone a noi care, proiettando su di loro i nostri veleni interiori. Questo "sentire" non è un inutile tormento morale, ma un calore necessario che scaturisce dalla comprensione di quanto dolore inutile abbiamo seminato intorno a noi mentre eravamo addormentati. Questo rimorso, unito alla sensazione stabile del corpo e alla chirurgia intellettuale sulle nostre menzogne, crea un fuoco trasformativo che inizia a bruciare le radici stesse della meccanicità. Praticando questo processo ogni giorno, l'incendio delle passioni automatiche si spegne perché abbiamo finalmente smesso di gettare legna sul fuoco, trasformando lo sforzo di resistenza della non-espressione nella radiosa libertà della comprensione reale e della presenza consapevole.
© 2025 Egidio Maria Bruno Presta
Articolo tratto dal libro:
L'Enneagramma di Gurdjieff: Geroglifico Universale, Moto Perpetuo e Pietra Filosofale
