Questo lavoro nasce con l'intento di restituire alla Quarta Via la sua dignità e la sua precisione originaria, ponendosi come un punto di riferimento per chi ricerca uno studio autentico, rigoroso e privo di compromessi. In un’epoca di frammentazione e semplificazione estrema, ci impegniamo attivamente a epurare l’insegnamento dalle distorsioni della pseudo-spiritualità contemporanea, dalle derive New Age e dalle narrazioni errate della moda moderna Neo-Advaita. Queste correnti spesso sviliscono il "Lavoro" riducendolo a un mero esercizio di benessere psicologico, a concetti astratti di "luce e amore" o all'illusione di una realizzazione istantanea e puramente intellettuale che nega la necessità dello sforzo intenzionale e della preparazione graduale del recipiente. Contro la tendenza a cercare facili scorciatoie, questo spazio si propone di approfondire l’autentico insegnamento di G.I. Gurdjieff, ampliandolo sulle basi della sua struttura oggettiva e scient...
L'esercizio di Gurdjieff chiamato "Aiuto ai Defunti" (a volte indicato come "Contemplazione-Trasformatrice" o "Contemplazione-Aiëssirittoorassnian") è un esercizio di contemplazione e visualizzazione che Gurdjieff insegnò nei suoi ultimi anni. È considerato un esercizio avanzato e veniva generalmente praticato da studenti che avevano già familiarità con le sue idee e pratiche.
Scopo dell'esercizio:
L'esercizio aveva diversi scopi interconnessi:
Aiutare le anime dei defunti: Gurdjieff credeva che le anime dei defunti potessero trovarsi in uno stato di transizione o confusione e che l'attenzione e l'energia cosciente dei vivi potessero offrirgli aiuto e guida. L'esercizio era quindi un modo per "inviare aiuto" a queste anime.
Sviluppo interiore del praticante: Parallelamente all'aiuto per i defunti, l'esercizio era inteso come uno strumento potente per lo sviluppo interiore del praticante. Attraverso la concentrazione intensa e la visualizzazione, si mirava a:
Sviluppare la capacità di concentrazione: Mantenere la visualizzazione e l'intenzione per un periodo prolungato richiedeva una forte concentrazione.
Purificare le emozioni: L'esercizio poteva portare alla luce emozioni represse legate ai defunti, offrendo l'opportunità di osservarle e trasformarle.
Espandere la coscienza: Concentrandosi su un altro stato di esistenza, il praticante poteva ampliare la propria comprensione della vita e della morte.
Coltivare la compassione e la connessione: L'intenzione di aiutare gli altri, anche dopo la morte, sviluppava un senso di compassione e interconnessione.
Comprendere la natura della morte e dell'aldilà: L'esercizio era anche un modo per esplorare, attraverso l'esperienza interiore, le idee di Gurdjieff sulla natura della morte e sugli stati di esistenza successivi.
Come veniva praticato (descrizione generale):
Le descrizioni specifiche dell'esercizio possono variare a seconda degli studenti di Gurdjieff che ne hanno parlato, ma i principi generali includono:
Preparazione: Il praticante si metteva in uno stato di calma e raccoglimento, spesso attraverso la quiete interiore e la cessazione del dialogo interno.
Visualizzazione: Il praticante visualizzava la persona o le persone defunte a cui desiderava inviare aiuto. Questa visualizzazione doveva essere chiara e vivida.
Intenzione: Il praticante sviluppava una forte intenzione di inviare loro aiuto, amore, luce o qualunque altra cosa sentisse appropriata per il loro stato. Questa intenzione doveva essere sincera e sentita.
Concentrazione: Il praticante manteneva la concentrazione sulla visualizzazione e sull'intenzione per un periodo di tempo determinato. Questo richiedeva uno sforzo significativo per evitare che la mente vagasse.
Offerta di energia: Alcuni resoconti suggeriscono che il praticante offriva consapevolmente una parte della propria energia o forza vitale per aiutare i defunti.
Silenzio interiore: Durante l'esercizio, era fondamentale mantenere uno stato di silenzio interiore, evitando pensieri e distrazioni.
[Questa è solo l'anteprima introduttiva, dopodiché viene spiegato l'esercizio pratico che potrete trovare nel libro indicato qui sotto.]
© 2025 Egidio Maria Bruno Presta
Anteprima tratta dal libro:
